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Brigadiere Martino Veduti PDF Stampa E-mail

BRIGADIERE MARTINO VEDUTIPagina dx. mese agosto 1988


"Rinnovellò le sue più fiere tradizioni con innumerevoli prove di tenace attaccamento al dovere e di fulgido eroismo, dando validissimo contributo alla radiosa vittoria delle Armi d'Italia, 1915-1918". Con questa scarna mtoviazione venne concessa alla Bandiera dell'Arma la prima Medaglia d'Oro al Valor Militare. In essa sono condensate le motivazioni di una Croce dell'Ordine Militare d'Italia, di 4 Medaglie d'Oro, 304 d'Argento, 831 di Bronzo, 8.983 fra Croci di Guerra, e Croci al merito di Guerra, infine di 200 Encomi Solenni collettivi e 6.247 individuali.

 

La medaglia d'Oro concessa al brigadiere Martino Veduti,per a ver strappato con i denti la miccia da un ordigno bellico che dopo qualche istante avrebbe fatto esplodere un deposito di munizioni, diede occasione a Vittorio Emanuele Orlando di esprimere durante una cerimonia pubblica la sua alta considerazione per l'Arma. Prima di appuntare personalmente sul petto del brigadiere Veduti l'alta ricompensa, disse fra l'altro: "Davvero benemerita è l'Arma dei Carabinieri, e il popolo lo sa, che, nel suo sentimento vergine, la circonda di simpatia, di affetto, di fiducia. Il popolo sa di avere nei Carabinieri il più valido presidio in pace e in guerra.

 

Essi sono elemento indispensabile in ogni stato civile: qual forza avrebbero la volontà e il giudizio della legge ove mancasse il braccio che assicuri l'obbedienza a quella volontà e a quel giudizio?". L'on. Orlando ricordò poi, con felice trapasso, il legionario romano, rimasto impavido fra le rovine fumanti di Pompei, là dove era di sentinella, raffrontandolo con i Carabinieri che avevano prestato sereni l'opera di soccorso a Messina, durante il terremoto. Ricordò anche che, dopo Caporetto, quando tutto pareva crollare, i Carabinieri erano fermi al loro posto: "il loro viso impenetrabile era il simbolo stesso del dovere".

 


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