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De Gasperi "Carabinieri ragazzi di cuore" PDF Stampa E-mail

De Gasperi "Carabinieri ragazzi di cuore"

 

Pagina dx. mese novembre 1988


Il 1 giugno 1947 venne celebrata a Roma, nella Caserma della Legione Allievi, la prima Festa dell'Arma dopo l'avvento della Repubblica. Il Comandante Generale Fedele De Giorgis, alle numerose autorità intervenute - tra cui il Capo dello Stato e il Presidente del Consiglio -, lesse una succinta relazione dell'attività svolta dall'Arma durante il 1946: circa 400.000 reati accertati, altrettante persone denunciate o arrestate, 60.000 contravvenzioni per la tutela delle leggi e nella lotta alle più gravi forme di delinquenza, oltre 40,000 armi sequestrate, tra cui ben 21 cannoni e 81 mortai, un'ingente quantitativo di generi alimentari sottratti al mercato nero.
Qualcosa del genere i Carabinieri avevano fatto nel 1870, subito dopo l'entrata delle truppe italiane a Roma, setacciando i territori annessi con operazioni di polizia giudiziaria che non avevano riscontri nella storia italiana, " La relazione sull'opera svolta durante l'anno 1946 - scrisse il Presidente De Gasperi al Gen. De Giorgis - mi ha consentito di conoscere l'attività di un Corpo armato che, già onorato - e giustamente - da tutti gli italiani per il suo passato, starà nell'avvenire, severo e tenace, a difesa della Repubblica che il nostro popolo ha fondato per non più rinunciarvi".
Riecheggiano in queste parole alcune considerazioni sui Carabinieri che l'uomo politico aveva fatto scrivendo alla moglie Francesca dalla clinica in cui era ricoverato in stato d'arresto: una lunga lettera, con acuti giudizi sui militari dell'Arma preposti alla sua sorveglianza, definiti "ragazzi di cuore", giudizi sintetizzati nella frase conclusiva: " Ecco, ti ho fatto la teologia del Carabiniere".
 


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