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Oggi: Mag 20, 2012
| Diario breve di un Capitano dei Carabinieri in una piccola città |
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Diario breve di un Capitano dei Carabinieri in una piccola città
... la luce del tramonto illumina dolcemente gli oggetti. Anche il ritratto del Presidente della Repubblica sulla parete e quello di mia madre sistemato sulla scrivania hanno sfumature dorate. Dopo una giornata di lavoro mi abbandono nell'ultimo chiarore. In questa cittadina dove vivo da quasi due anni è l'ora della "consolazione". Credo che lo stesso sentimento provano molti miei carabinieri. La maggioranza non ha famiglia. L'altro giorno un brigadiere mi ha confessato di aver nostalgia logorante per il suo paese. Mi ha detto "Signor capitano nell'Arma ci sto bene. Ma vorrei andare a casa. E fare una passeggiata in piazza con i miei paesani per parlare con le nostre parole prima di cena". Anche il dialetto è nostalgia. Gli ho concesso tre giorni di permesso. Il carabiniere è un uomo con le sue angosce, speranze e nostalgie. * * * …il brigadiere che avevo inviato in licenza è tornato. Ho concordato con lui un piano d'azione. Abbiamo formato una squadra speciale. Abbiamo ordinato a quattro giovani carabinieri di farsi crescere la barba e di vestirsi di stracci. Abbiamo anche trovato un appartamentino dove andranno ad abitare. Se ci sono trecento drogati ci deve essere anche il "corriere" e gli spacciatori. Il servizio sarà pesante. Dobbiamo operare senza fretta e con attenzione. Il nostro problema è soprattutto salvare i giovani da questo male oscuro e velenoso. * * * …l'operazione continua. Ho molti "casi" da seguire e da risolvere. Nelle piccole cittadine dove tutto sembra "antiquariato" ci sono delitti e vendette. E, poi, la delinquenza si è organizzata anche da noi. Dietro un delinquente c'è sempre una organizzazione. Ma seguo, in particolare, la pista della droga. Nessuno parla. Ieri ho incontrato al caffè il Sindaco il cui figlio si droga. Ho provato a intavolare un discorso. Mi ha risposto che nella sua città la droga non è arrivata. L'omertà vive di paura e di "rispettabilità". Dentro molte case c'è il dramma, ma fuori il teatro. * * * …abbiamo individuato gli "spacciatori". Li teniamo sotto controllo. Al momento opportuno scatteranno le manette. li brigadiere e la squadra speciale hanno lavorato bene. Sono ragazzi in gamba. Dopo questa esperienza saranno veramente carabinieri fedeli nei secoli. Perché carabinieri non si diventa quando ti danno le stellette e le bande, ma dopo anni di esperienza. Quando ad intuito capisci dove sta il bene e il male oltre le apparenze. * * * ... l'operazione si è conclusa. Abbiamo arrestato tutti. Il "corriere" e gli "spacciatori". Poi abbiamo trattenuto alcuni giovani drogati. C'era anche il figlio del Sindaco e Giovanni. E stato uno scandalo per la città. Tutti a esclamare "Non è possibile!"
La luce del tramonto che è entrata nel mio ufficio come un atteso ospite adesso illuminerà anche la stanzetta del brigadiere in ospedale. Ogni giorno l'ora si ripete. Forse per ricordare la eternità del tempo nel divenire della storia. Si deve vivere cosi. Con i nostri ricordi e le nostre memorie. Ma anche con il nostro impegno nella piccola e grande storia degli uomini. FRANCESCO GRISI |










