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I COLORI DELL’ARMA
ROSSO E BLU NELL’ARMA Un lettore appassionato di storia dell’Arma anche sotto l’aspetto uniformologico, si è rammaricato di non essere riuscito finora a trovare spiegazioni sul significato dei colori dell’Arma, il rosso ed il blu che onorano lo stemma araldico dell’Arma ed il pennacchio da Carabiniere, i crest, i foulards, i distintivi e molte altre insegne della nostra Istituzione.
I due colori divenuti tradizionali e caratteristici nell’Arma, non sono stati scelti per caso. Il pennacchio, com’è noto, è infisso ed adorna l’attuale e tradizionale cappello detto popolarmente «lucerna», indossato dai militari dell’Arma con la grande uniforme. In origine esso era di colore turchino, «di piume rase». I colori rosso e blu (rosso e bianco per i musicanti) furono adottati con il «Regolamento per le divise degli Ufficiali e Bass’Uffiziali, Carabinieri ed Allievi» del 23 febbraio 1832, che però non fornì alcuna spiegazione in merito. Si ha pertanto motivo di ritenere che siano valide le norme araldiche che attribuiscono a ciascun colore un ben preciso significato.
I due colori sono già presenti nel primo stemma araldico dell’Arma istituito con R.D. 2 maggio 1935 e Lettere Patenti del 27 maggio successivo. Lo stemma era costituito da uno scudo italico rosso, diviso in quattro cantoni da una croce d’argento. La parte superiore dello scudo (cioè il «capo») era azzurra. Anche gli stemmi successivi (1952, 1976, 1987 e quello attuale, di foggia sannitica) pur essendo diversi nella forma hanno conservato i due colori tradizionali.
Il rosso indica l’amore ardente, la passione, l’audacia, l’ardire e il coraggio con i quali l’Arma svolge i compiti istituzionali.
Il blu è simbolo di fedeltà, di giustizia, di amor di patria e di valore militare. Questi i criteri con i quali si è adottato il nuovo stemma dell’Associazione Nazionale Carabinieri che dell’Arma è la memoria storica.
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