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Televisione e credibilità

Alcuni osservatori stranieri, analizzando la grande popolarità di cui i Carabinieri, particolarmente oggi, godono in Italia e all'estero, hanno creduto di individuare una delle ragioni più importanti di tale fenomeno nelle notevoli risorse umane e materiali impiegate per la realizzazione di specifici filmati e sceneggiati televisivi di successo.
In sostanza hanno ipotizzato la presenza nel Comando Generale dell'Arma di una divisione "artistica" impegnata a relizzare, a tempo pieno, sceneggiati e fiction televisivi, con grande dispendio di mezzi ed energie. Avendo poi scoperto come l'impegno dell'Arma in questo settore sia sempre stato limitato esclusivamente a fornire consulenza sulle uniformi e sui comportamenti degli "attori Carabinieri", nell'ambito di organizzazioni di produzione esterne all'Arma stessa, si sono posti il quesito del perchè il "personaggio Carabiniere" sia così vincente anche nel panorama televisivo e quindi del perchè mai produttori, autori e registi vedano in lui un riferimento importante da valorizzare.
A noi dell'Arma tutto ciò fa ovviamente piacere e riteniamo di poter dare una spiegazione convincente del fenomeno, segnalando come il "personaggio Carabiniere", sia che lo si presenti in chiave professionale, sia che lo si proponga in modo meno formale o, se si vuole, umoristico, resta sempre una figura ricca di grande umanità e, soprattutto, di straordinaria credibilità. Ogni racconto, all'interno del quale egli si muova ed operi in forme più o meno evidenti, assume il valore emblematico di storia vera, di vita vissuta, in cui alla fine tutti ci riconosciamo. Se è vero che in ognuno di noi vive un eroe "nascosto" e che lo spettatore ama proiettarsi negli eroi dello schermo o del video, è verosimile che egli sia portato a riconoscersi anche nel Carabiniere, sia che venga interpretato dall'ironico Gigi Proietti, sia dal compassato Arnoldo Foà o dal sornione Nino Frassica, sia dal frizzante Ezio Greggio o dalla bellissima Manuela Arcuri.
In definitiva bisogna considerare che il Carabiniere conferisce una forte credibilità con la sua sola presenza e, in proposito, vale citare l'indimenticabile Achille Beltrame, disegnatore delle copertine de "La Domenica del Corriere". Egli non perdeva occasione per raffigurare nelle sue tavole i Carabinieri, anche quando dell'episodio illustrato essi non erano propriamente tra i protagonisti, e soleva dire: "il Carabiniere è il suggello della veridicità; la sua presenza rende tutto attendibile".
Qualcosa di simile si è verificato ancora recentemente in occasione della riduzione televisiva della vita di San Pio da Pietrelcina, con il quale i Carabinieri hanno sempre intrattenuto un rapporto privilegiato, come è detto più avanti nel testo: un elemento, dunque, non irrilevante ai fini della credibilità del racconto.
Quindi io ritengo che sia proprio questo il motivo per cui la nostra televisione, sin da quando è nata, ha "catturato" l'immagine del Carabiniere e continua a farlo di anno in anno con grande successo e convinto gradimento da parte del pubblico. Questo Calendario, pertanto, vuole essere un segno tangibile dei sentimenti di gratitudine che tutta l'Arma nutre verso il mondo della televisione per l'attenzione affettuosa che le viene riservata, con l'augurio che i Carabinieri, anche attraverso il piccolo schermo, continuino ad essere un riferimento istituzionale importante per tutti gli Italiani.
Gen. C. A. Guido Bellini Comandante Generale dell' Arma dei Carabinieri
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