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Oggi: Mag 20, 2012

Il volontariato non è un lavoratore "in nero" PDF Stampa E-mail

Il volontariato non è un lavoro "in nero"


Spenti i clamori, abbassate le luci (riposti ombrelli ed impermeabili) sul Raduno di Caserta, torniamo ad occuparci di volontariato. Di quello vero, però, che poggia la sua essenza su tre elementi imprescindibili contenuti nella legge-quadro e cioè: 1. gratuità  delle prestazioni; 2. assenza del fine di lucro; 3. incompatibilità di ogni rapporto di contenuto patrimoniale.


Si racconta che, dopo le elezioni del 1951, il Generale de Gaulle sbuffò: "Non si può governare un Paese che ha 256 tipi di formaggi!".

Invece, all'epoca dell'invasione tedesca della Francia. Winston Churchill aveva dichiarato alla stampa:"Una nazione capace di dare al mondo trecento diversi formaggi non può morire!" Si tratta di intendersi.

 

Semplificando il Presidente Richero ripete spesso "c'è un visto da destra e un visto da sinistra!". Questi episodi tornano utili, quando interessano i fatti della vita in generale.

Sull'etica del volontariato, invece, la posizione non può essere opinabile, cioè adattata alle esigenze individuali e ambientali.

Infatti, la scelta di impegnarsi comporta limiti non superabili costituiti dai tre elementi sopra indicati.


Laddove  esistono reali esigenze lavorative per giovani disoccupati o pensionati che hanno necessità di "arrotondare" la modesta pensione, i responsabili delle o.v. hanno il dovere morale di essere onesti con se stessi e con i soci, impegnandosi in soluzioni trasparenti e definitive per i loro "assistiti".

Costituiscano  perciò cooperative di servizi ossequiose delle leggi (in primis la legge fiscale), che abbiano denominazione non riconducibile equivocamente al volontariato ANC e da essa siano completamente distaccate.

Non è concepibile che sotto le insegne ANC venga spacciato per volontariato quello che, in realtà, è surrettiziamente  lavoro nero (guardianìa nei parcheggi, nei cimiteri, allo stadio, in occasione di mostre organizzate da privati... )!


Per costoro appare utile ribadire che, nella comune accezione, volontario è colui che, si impegna a fare qualcosa per gli altri senza trarne vantaggio sul piano economico; in altri termini, offre gratuitamente  la propria capacità e disponibilità dedicandosi al prossimo con impegno, dedizione e spirito di sacrificio.


In questa prospettiva, il volontario è animato da spirito sociale non sovrapponendosi mai alle Istituzioni, ma le affianca e collabora con esse in galassia di attività che per l'ANC vanno: dalla salvaguardia della natura all'intervento nelle grandi emergenze, dalla tutela del patrimonio culturale a tutto il vasto campo sociale che è riferito alla malattia, all'handicap, alla protezione dei minori, agli anziani...


In questo intrecciarsi, certamente positivo, di attività, il volontariato ANC ha bisogno di una riqualificazione, di ritrovare la sua identità culturale, per non perdere la sua peculiarità di azione gratuita e disinteressata e la sua capacità di innovazione e di cambiamento. 


Questa presa di coscienza del significato etico del volontariato è la condizione per la conservazione della sua autonomia da strumentalizzazioni, da parte di Enti pubblici per coprire la loro inefficienza  e da parte dei privati per sfruttare  l'immagine dell'ANC e...risparmiare!

 

ALDO CONIDI


 


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