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Da Trombetta a Birba, a Lady
MASCOTTE DELLA FANFARA A CAVALLO
di Andrea Castellano «Mascotte» è una parola del gergo francese (Provenza) e sta ad indicare persona, oggetto od animale che gode di un particolare affettuoso riguardo come portafortuna, nell’ambito di una comunità. Nel 1880 il compositore Edmond Audran rese famoso questo termine «traghettandolo» nell’arte con un’operetta brillante, alla quale diede proprio il titolo di «Mascotte».
Nell’ambito dei Reparti militari, c’è stata sempre la «Mascotte» ed il più delle volte questo ruolo che potremmo definire apotropaico, è stato affidato a simpatici cagnolini.
Per quanto riguarda l’Arma li troviamo immortalati in vecchie stampe ed in tante foto antiche e moderne, che ritraggono gruppi di Carabinieri. Pure in tutti i dipinti del pittore Gianluigi Mattia con i quali illustrò il Calendario Storico dell’Arma del 1965, c’è sempre un cagnolino; una «Mascotte»!
Da questa premessa scaturisce che alla Fanfara dei Carabinieri a Cavallo, dove più che in ogni altro Reparto la tradizione regna sovrana, non poteva mancare una «Mascotte». Al presente svolge tale incarico una cagnetta. È quella che coperta con un’elegante gualdrappa rossa con i simboli dell’Arma (in tutte le manifestazioni), trotterella con compostezza rigida ed altezzosa, davanti ai cavalli, oppure abbaia tra gli zoccoli di qualcuno che non marcia allineato e coperto con gli altri. L’apparizione di questa bestiola, è sempre accolta dal pubblico con affetto, sorrisi e fragorosi applausi.
La storia recente della «Mascotte» della Fanfara del Reggimento a Cavallo, ha inizio nel 1976 quando a Napoli, una cagnetta randagia, durante la permanenza all’Ippodromo di Agnano dei Carabinieri del Reggimento ivi convenuti per eseguire il famoso «Carosello Storico», si innamorò della Fanfara che seguì costantemente. Fu subito adottata dai militari del Reparto, che avevano anche notato una sua particolare intesa con i cavalli ed un’accentuata sensibilità agli squilli delle «Trombe in Fa» ed al rullo dei «Tamburi Imperiali». All’epoca dell’adozione le fu dato il nome di «Trombetta». La sua ultima apparizione in pubblico, sempre marciante orgogliosa davanti alla Fanfara, avvenne a Milano, Piazza del Duomo, nel novembre 1989.
Cessò di vivere, per cause naturali, nel gennaio successivo. Alla sua morte il Signor Giorgio Roberti la ricordò in una commovente poesia in dialetto romanesco. Leggiamo qualche verso: «E mentre, triste, una cavalla aspetta / co l’occhi fissi su ‘na cuccia vota, / ’na tromba dà il silenzio pe’ Trombetta».
A sostituirla fu «Birba», una cagnetta di razza incerta, donata dal Brigadiere della Fanfara Giuseppe Troncarelli. La scelta di «Birba» non fu casuale ma suggerita dal fatto che era «amica» di «Trombetta», con la quale giocava quando accompagnava il suo «padrone» in caserma. Anche «Birba» si comportò con diligenza ed impegno, strappando applausi in molte località italiane ed anche all’estero. Il suo onorato servizio, durò circa 10 anni. Morì, anche lei per cause naturali, nel 1999. Al suo posto subentrò «Lady», l’attuale «Mascotte». Una canina dagli umili natali. Fu portata in caserma piccolissima, dall’Appuntato del Reparto Antonio Aloisi, quando «Birba» era ancora in vita ma incominciava ad accusare gli anni.
«Lady» avendo una grande attitudine a reagire agli stimoli esterni ed uno spiccato istinto assimilativo, imparò presto, da «Birba», a fare la «Mascotte». Conosce tutti i militari del Reparto, ma ha un debole per il Maresciallo C. Fabio Tassinari (il Capo Fanfara), tollerante su qualche «scappatella amorosa». È da evidenziare che l’attività di «Lady» non si limita alle uscite in pubblico. Infatti, al mattino presto, è presente all’Alza Bandiera, poi assiste alle riprese a cavallo della Fanfara ed alle esercitazioni in Sala Musica. Di notte, se un cavallo esce dal suo box, allarma subito i militari di servizio alle scuderie. Insomma la scuola del Dovere dell’Arma, riesce a forgiare anche i cagnolini randagi.
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