meteo

mod_vvisit_countermod_vvisit_countermod_vvisit_countermod_vvisit_countermod_vvisit_countermod_vvisit_counter
mod_vvisit_counterOggi74
mod_vvisit_counterIeri172
mod_vvisit_counterQuesta settimana74
mod_vvisit_counterUltima settimana1430
mod_vvisit_counterQuesto mese4333
mod_vvisit_counterUltimo mese7759
mod_vvisit_counterTutti i giorni134689

We have: 2 guests, 1 bots online
Il tuo IP: 38.107.179.221
 , 
Oggi: Mag 20, 2012

Metodo Augustus PDF Stampa E-mail

 

Il metodo Augustus

di Elvezio Galanti



“Il valore della pianificazione diminuisce con la complessità dello stato delle cose”. Così duemila

anni fa, con una frase che raccoglieva una visione del mondo unitaria fra il percorso della natura e

la gestione della cosa pubblica, l’imperatore Ottaviano Augusto coglieva pienamente l’essenza dei

concetti che oggi indirizzano la moderna pianificazione di emergenza che si impernia proprio su

concetti come semplicità e flessibilità.

In sostanza: non si può pianificare nei minini particolari, perchè l’evento - per quanto previsto sulla

carta - al suo “esplodere” è sempre diverso. Il metodo Augustus nasce da un bisogno di unitarietà

negli indirizzi della pianificazione di emergenza che, purtroppo, fino ad oggi ha visto una miriade di

proposte spesso in contraddizione fra loro perchè formulate dalle varie amministrazioni locali e

centrali in maniera tale da far emergere solamente il proprio “particolare”. Tale tendenza ha

ritardato di molto il progetto per rendere più efficaci i soccorsi che si muovono in un sistema

complesso tipico di un paese come il nostro.


 

PIANIFICAZIONE COMUNALE DI EMERGENZA
LE FUNZIONI DI SUPPORTO

 

Il ruolo del sindaco in emergenza

Il Sindaco, Autorità comunale di protezione civile e responsabile primo delle attività volte
alla salvaguardia dell'incolumità pubblica e privata, al verificarsi di una situazione
d'emergenza ed acquisite le opportune e dettagliate informazioni sull'evento assume la
direzione dei servizi di soccorso e assistenza alla popolazione colpita ed adotta i necessari
provvedimenti.

In ragione della normativa statale e regionale vigente (Legge n. 225/92 e Legge Regionale n.
9/2000) per il corretto espletamento delle responsabilità ad esso affidate, ogni Sindaco ha il-dovere
di dotarsi di una struttura operativa in grado di assisterlo nelle fasi preventive ed organizzative del
sistema comunale di protezione civile nonché nelle fasi operative volte al superamento
dell'emergenza.
In Particolare si ricordano le principali incombenze ascritte alle competenze e responsabilità del
Sindaco:

a. Organizzare una struttura operativa comunale (tecnici comunali, volontari, imprese,
ecc.) per assicurare i primi interventi di protezione civile con particolare riguardo a
quelli finalizzati alla salvaguardia della vita umana;

b. Attivare, anche attraverso il Volontariato, i primi soccorsi alla popolazione e gli
interventi urgenti necessari a fronteggiare l'emergenza;
c. Fornire adeguata informazione alla cittadinanza sul grado di esposizione al rischio ed
attivare opportuni sistemi di allerta;

d. Provvedere alla vigilanza sull'insorgere di situazioni di rischio idrogeologico o di altri
rischi specie in presenza di ufficiali comunicazioni di allerta, adottando le necessarie
azioni di salvaguardia della pubblica e privata incolumità
e. Assicurare una reperibilità finalizzata in via prioritaria alla ricezione di
comunicazioni di allerta;
f. Individuare siti sicuri da adibire al preventivo e/o temporaneo ricovero per la
popolazione esposta, attivando se del caso sgomberi preventivi

 



– TECNICO SCIENTIFICA, PIANIFICAZIONE

Il referente sarà il rappresentante del Servizio Tecnico del comune, prescelto già in fase di pianificazione; dovrà mantenere e coordinare tutti i rapporti tra le varie componenti scientifiche e tecniche.



– SANITÀ’, ASSISTENZA SOCIALE E VETERINARIA

Saranno presenti i responsabili della Sanità locale, le Organizzazioni di volontariato che operano nel settore sanitario. Il referente sarà il rappresentante del Servizio Sanitario Locale.


 

– VOLONTARIATO

I compiti delle organizzazioni di volontariato, in emergenza, vengono individuati nei piani di 
protezione civile in relazione alla tipologia del rischio da affrontare, alla natura ed alla tipologia 
delle attività esplicate dall’organizzazione e dai mezzi a disposizione. 
Pertanto nel centro operativo, prenderà posto il coordinatore indicato nel piano di protezione civile. 
Il coordinatore provvederà, in “tempo di pace”, ad organizzare esercitazioni congiunte con le altre 
forze preposte all’emergenza al fine di verificare le capacità organizzative ed operative delle organizzazioni.


 

– MATERIALI E MEZZI

La funzione di supporto in questione è essenziale e primaria per fronteggiare una emergenza di 
qualunque tipo. 
Questa funzione, attraverso il censimento dei materiali e mezzi comunque disponibili e 
normalmente appartenenti ad enti locali, volontariato etc. deve avere un quadro costantemente aggiornato delle risorse disponibili. 
Per ogni risorsa si deve prevedere il tipo di trasporto ed il tempo di arrivo nell’area dell’intervento. 
Nel caso in cui la richiesta di materiali e/o mezzi non possa essere fronteggiata a livello locale, il Sindaco rivolgerà richiesta al Prefetto competente.


 

– SERVIZI ESSENZIALI E ATTIVITÀ’ SCOLASTICA

A questa funzione prenderanno parte i rappresentanti di tutti i servizi essenziali erogati sul territorio coinvolto. 
Mediante i Compartimenti Territoriali deve essere mantenuta costantemente aggiornata la situazione circa l’efficienza e gli interventi sulla rete. 
L’utilizzazione del personale addetto al ripristino delle linee e/o delle utenze è comunque diretta dal rappresentante dell’Ente di gestione nel Centro operativo. 
Tutte queste attività devono essere coordinate da un unico funzionario comunale.


 

– CENSIMENTO DANNI A PERSONE E COSE

Il censimento dei danni a persone e cose riveste particolare importanza al fine di fotografare la situazione determinatasi a seguito dell’evento calamitoso e per stabilire gli interventi d’emergenza. 
Il responsabile della funzione, al verificarsi dell’evento calamitoso, dovrà effettuare un censimento

dei danni riferito a: 
• persone 
• edifici pubblici 
• edifici privati 
• impianti industriali 
• servizi essenziali 
• attività produttive 
• opere di interesse culturale 
• infrastrutture pubbliche 
• agricoltura e zootecnia

Per il censimento di quanto descritto il coordinatore di questa funzione si avvarrà di funzionari 
dell’Ufficio Tecnico del Comune o del Genio Civile regionale e di esperti del settore sanitario, industriale e commerciale. 
E’ altresì ipotizzabile l’impiego di squadre miste di tecnici dei vari Enti per le verifiche speditive di 
stabilità che dovranno essere effettuate in tempi necessariamente ristretti.

 

 

– STRUTTURE OPERATIVE LOCALI

Il responsabile della funzione dovrà coordinare le varie componenti locali istituzionalmente preposte alla viabilità. 
In particolare si dovranno regolamentare localmente i trasporti, la circolazione inibendo il traffico nelle aree a rischio, indirizzando e regolando gli afflussi dei soccorsi.

 

 

– TELECOMUNICAZIONI

Il coordinatore di questa funzione dovrà, di concerto con il responsabile territoriale della Telecom,

con il responsabile provinciale P.T. con il rappresentante dell’organizzazione dei radioamatori

presenti sul territorio, predisporre una rete di telecomunicazione non vulnerabile.

 

 

– ASSISTENZA ALLA POPOLAZIONE

Per fronteggiare le esigenze della popolazione dovrà presiedere questa funzione un funzionario

dell’Ente amministrativo locale in possesso di conoscenza e competenza in merito al patrimonio

abitativo, alla ricettività delle strutture turistiche (alberghi, campeggi etc.) ed alla ricerca e utilizzo

di aree pubbliche e private da utilizzare come “zone di attesa e/o ospitanti”.

Il funzionario dovrà fornire un quadro delle disponibilità di alloggiamento e dialogare con le

autorità preposte alla emanazione degli atti necessari per la messa a disposizione degli immobili o

delle aree.

Attraverso l’attivazione delle funzioni comunali, nel centro operativo comunale, si raggiungono due

distinti obiettivi: si individuano vari responsabili-delle funzioni in emergenza; si garantisce il

continuo aggiornamento del piano tramite l’attività degli stessi responsabili-in “tempo di pace”.

Tramite l’attività dei responsabili delle funzioni comunali si avrà quindi la possibilità di tenere

sempre efficiente il piano di emergenza che per la prima volta vede per ogni argomento (funzione)

un unico responsabile sia in emergenza e non.

Questo consente al Sindaco di avere nel Centro Operativo esperti che già si conoscono e lavorano

nel piano e quindi di raggiungere una miglior omogeneità fra i suoi componenti e le strutture

operative altrimenti diversificati fra di loro per procedure interne, mentalità e cultura.

 

C.2 Attivazioni in emergenza

Rappresentano le immediate predisposizioni che dovranno essere attivate dal Sindaco e si articolano

nella

• reperibilità dei 9 funzionari del Centro Operativo comunale;

• delimitazione delle aree a rischio;

• predisposizione delle aree di ammassamento dei soccorritori;

• allestimento delle aree di ricovero della popolazione.

 

C.2.1 Reperibilità dei funzionari del Centro Operativo Comunale

Il Centro Operativo del Comune è composto dai responsabili delle 9 funzioni di supporto che

saranno convocati e prenderanno posizione nei locali predisposti in aree sicure e facilmente

accessibili.

C.2.2 Delimitazione delle aree a rischio

Tale operazione avviene tramite l’istituzione di posti di blocco, denominati cancelli, sulle reti di

viabilità che hanno lo scopo di regolamentare la circolazione in entrata ed in uscita nell’area a

rischio.

La predisposizione dei cancelli dovrà essere attuata in corrispondenza dei nodi viari onde favorire

manovre e deviazioni.

 

C.2.3 Aree di ammassamento dei soccorritori (simboleggiare con colore giallo o: )

Le aree di ammassamento dei soccorritori devono essere preventivamente individuate dalle Autorità

competenti (Regione, Provincie) al fine di garantire un razionale impiego nelle zone di operazione

dei soccorritori.

Esse rappresentano il primo orientamento e contatto dei soccorritori con il Comune.

Tali aree debbono essere predisposte nelle vicinanze dei caselli autostradali o comunque facilmente

raggiungibili anche con mezzi di grandi dimensioni; possibilmente lontano dai centri abitati e non

soggette a rischio.

 

C.2.4 Aree di ricovero della popolazione (simboleggiare con colore rosso o: )

Tali aree devono essere dimensionate per accogliere almeno, una tendopoli per 500 persone,

facilmente collegabili con i servizi essenziali (luce, acqua, fognature, etc.) e non soggette a rischi

incombenti.

Queste aree dovranno essere preventivamente conosciute in quanto si configurano come spazi ove

verranno installati i primi insediamenti abitativi di emergenza.

 

C.2.5 Aree di attesa della popolazione (simboleggiare con colore verde o: )

Sono aree di prima accoglienza in piazze o luoghi aperti sicuri, ove la popolazione riceverà le prime

informazioni sull’evento e i primi generi di conforti in attesa dell’allestimento delle aree di ricovero

con tende e roulottes.

Vitalità di un piano

Il Piano di emergenza non può essere un documento che resta nel fondo di un cassetto, ma deve

essere reso vivo individuando delle persone che lo aggiornano e lo attuano.


 

Gli elementi per tenere vivo un Piano sono:

1 - Aggiornamento periodico

2 - Attuazione di esercitazioni

3 - Informazione alla popolazione

Aggiornamento periodico

Poiché la Pianificazione di Emergenza risente fortemente della dinamicità dell’assetto del territorio,

sia dal punto di vista fisico che antropico, occorre tenere costantemente aggiornati i seguenti

parametri:

• evoluzione dell’assetto del territorio;

• aggiornamento delle tecnologie scientifiche per il monitoraggio;

• progresso della ricerca scientifica per l’aggiornamento dello scenario dell’evento massimo atteso.


 

Attuazione di esercitazioni

L’esercitazione è il mezzo, fondamentale, per tenere aggiornate sia le conoscenze del territorio, che

l’adeguatezza delle risorse (uomini e mezzi) e per verificare il modello di intervento.

Gli elementi indispensabili per l’organizzazione di una esercitazione sono:

1- Premessa

2- Scopi

3- Tema (scenario)

4- Obiettivi

5- Territorio

6- Direzione dell’esercitazione

7- Partecipanti

8- Avvenimenti ipotizzati


 

Come si organizza un’esercitazione

Le esercitazioni di PC, organizzate da Organi, Strutture e Componenti del SNPC possono essere di

livello nazionale, regionale, provinciale, e comunale.

 


Sono classificate in:

A- Per posti comando

B- Operative

C- Dimostrative

D- Miste

A - Esercitazioni per posti comando e telecomunicazioni

• Quando coinvolgono unicamente gli organi direttivi e le reti di comunicazione

B - Esercitazioni operative

• Quando coinvolgono solo le strutture operative con l’obiettivo specifico di testarne la reattività, o

l’uso dei mezzi e delle attrezzature tecniche d’intervento

C - Esercitazioni dimostrative • Movimenti di uomini e mezzi con finalità insita nella denominazione

D - Esercitazioni miste

• Quando sono coinvolti uomini e mezzi di Amministrazioni ed Enti diversi.


 

Informazione alla popolazione

La conoscenza del Piano da parte della popolazione è l’elemento fondamentale per rendere un Piano

efficace.


 

L’informazione alla popolazione deve essere caratterizzata da uno stretto rapporto tra conoscenzacoscienza-autodifesa:

conoscenza intesa come adeguata informazione scientifica dell’evento mediante l’uso corretto dei

mass media;

coscienza: presa d’atto della propria situazione di convivenza in una situazione di possibile rischio

presente in un determinato territorio;

autodifesa: adozione di comportamenti corretti in situazioni estreme.

 

 

Verifica di un piano


E’ possibile verificare se un Piano è realmente efficace in ogni sua parte rispondendo ai 10 i quesiti

tecnico-organizzativi posti da Luis Theodore, Joseph P. Reynolds e Francis B. Taylor..

I 10 quesiti possono anche essere utilizzati come continua verifica durante la stesura e l’utilizzo del

 

 

Piano di emergenza

 

1 - Il Piano copre tutte le emergenze che si possono realisticamente verificare o solo quelle che , per

motivi di opportunità, sono state considerate “possibili” dai redattori del Piano?

 

2 - Il Piano è mai stato “rodato” da una esercitazione seria e cioè improvvisa o il tutto si è risolto in

uno show realizzato ad uso dei mass-media?

 

3 - il Piano è conosciuto dalla popolazione, da tutti i funzionari che saranno coinvolti, dai massmedia, o serve solo a riempire il fondo di qualche cassetto?

 

4 - E’ previsto nel piano un responsabile ufficiale dell’informazione, oppure, durante l’emergenza,

ogni funzionario si sentirà autorizzato a dire la sua?

 

5 - Il Piano si basa su strutture e mezzi che già esistono o si basa su strutture e mezzi che ”si

prevede che”, “saranno o“dovranno”?

 

6 - Il Piano indica chiaramente chi comanda (e su chi) durante la gestione dell’emergenza, o

rimanda ad ineffabili “coordinamenti”?

 

7 - Il Piano prevede una catena di comando in caso di indisponibilità del responsabile?

 

8 - Esiste qualche autorità pubblica che ha ritenuto valido il piano di emergenza e che quindi

pagherà di persona qualora il piano approvato si rivelasse inefficace?

 

9 - Il Piano è stato accettato (e quindi controfirmato) dai responsabili delle strutture operative che

dovranno intervenire durante l’emergenza, oppure essi si riterranno svincolati da ogni impegno

durante una vera emergenza?

 

10 - Da quanto tempo il Piano è stato aggiornato?

 
 


Template "photogalleryfree" designed by Hilliger Media (© 2010) - Web Master: Giuseppe La Placa