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Origini dell’Arma dei Carabinieri
Nel XVIII secolo il regno sardo comprendeva,oltre la Sardegna ceduta a Vittorio Amedeo II in cambio della Sicilia, i ducati di Savoia,Di Aosta e del Monferrato,il Principato del Piemonte, Nizza, Oneglia, La Val Sesia, La Val d’Orsola, Novara, Voghera, Tortona, Alessandria e la Lomellina.
Dopo Vittorio Amedeo II si succedettero sul trono Carlo Emanuele III, Vittorio Amedeo III, Carlo Emanuele IV e Vittorio Emanuele I, che sarà appunto il fondatore dell’Arma dei Carabinieri. In quel tempo i servizi di polizia nel regno non erano disimpegnati da un unico corpo, bensì variamente rappresentati rispetto ai territori, alle diverse epoche ed alle situazioni locali.
Appare indispensabile a questo punto, accennare alle lontane origini della Gendarmeria Francese, poiché la costituzione del Corpo dei Carabinieri Reale avvenne proprio sulla base dell’ordinamento della Gendarmeria, di cui fu adottata l’articolazione territoriale, ancora oggi sostanzialmente in vigore, e la dottrina di impiego.
Nel 1814, in seguito all’invasione della Francia da parte degli eserciti coalizzati, il Senato di Parigi dichiarò decaduto Napoleone I dal trono di Francia. Questi il 21 Aprile 1814, sottoscrisse a Fontainebleau l’atto di abdicazione, partendo per l’esilio nell’isola d’Elba, ove sbarcò il 4 Maggio. Il 20 Maggio, Vittorio Emanuele I, tornato da Torino, iniziò il riordinamento dello stato Sardo. Fra l’altro il sovrano incaricò la Segreteria di Guerra di porre immediatamente allo studio la riorganizzazione dell’esercito e, contemporaneamente, la costituzione di un Corpo di truppe per la sicurezza pubblica, che doveva far parte appunto dell’Esercito ed affiancare la Gendarmeria Francese tuttora in servizio, malridotta ai soli elementi di origine piemontese.
Lo studio iniziato dalla Segreteria di Guerra, passò ad un’apposita commissione, la quale stabili che il nuovo Corpo dovesse chiamarsi “Dei Carabinieri Reali” e ne definì l'organizzazione, il reclutamento, i compiti ed i limiti di servizio. Tutto fu compendiato in un progetto provvisorio di istruzione per il Corpo dei Carabinieri Reali, nel quale si affidava ad un “Buon Governo” la sovraintendenza generale della polizia, con qualche ingerenza anche in campo giudiziario ed amministrativo, mentre i Carabinieri costituivano la forza militare per attuare la determinazione del Buon Governo.
Si giunge poi alle Regie Patenti del 13 Luglio 1814 il cui preambolo afferma: "Per ricondurre, ed assicurare, che le passate disgustose vicende hanno non poco turbato a danno dei buoni e dei fedeli sudditi Nostri, abbiamo riconosciuto essere necessario di porre in esecuzione tutti quei mezzi, che possono essere confacenti per iscoprire, e prevenire le perniciose conseguenze, che da soggetti da simili sorta, infesti sempre alla società, derivare ne possono a danno dè privati, e della Stato”.
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