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Oggi: Mag 20, 2012
| So tutto dei Carabinieri |
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So tutto dei Carabinieri
Negli ultimi decenni del secolo scorso, un misterioso generale Ambert - di cui ho saputo solo che non apparteneva all'Arma, - così ampollosamente celebrava i carabinieri in un suo scritto pubblicato su un numero unico illustrato per cura dell'"Illustrazione Militare Italiana": "Ho visto il carabiniere soccorrere i prigionieri con la devozione della suora di carità; l'ho visto confortare il condannato come il sacerdote nell'ora estrema; l'ho visto, dopo le lotte, curare i feriti come il medico; l'ho visto nella famiglia calmare gli odii e i rancori come il confessore; l'ho visto presiedere alle feste del villaggio come il patriarca della tribù; l'ho visto combattere come il guerriero, soffrire in silenzio come il religioso, morire come il martire.
Non isfuggì mai un lamento dalle sue labbra. Voi dormivate ed egli vegliava; voi folleggiavate nella festa ed egli, ritto in disparte, là nell'angolo oscuro, proteggeva la vostra gioia. Egli è niente per voi, voi siete tutto per lui. Siate gente onesta e felice ed ignorerete persino la sua esistenza; ma i tristi tremano e i deboli vivono protetti, perché egli è sempre là ritto, immobile, vigilante. Straniero alle passioni, non conosce che il dovere".
Gli amici e i protettori dei poveri, a cui ricorre chi ha patito un furtarello o un sopruso, chi ha un patema d'animo, la moglie battuta dal marito, il marito geloso, il padre che ha i figli discoli, il creditore che non riesce a farsi pagare, il vagabondo che ha fame. Sottufficiali paterni e bonari anche se taluni coltivarlo ancora baffi da spaventacchio e cipigli aggrottati, così che le mamme li additano ai bimbi capricciosi, "se non fai il bravo ti faccio prendere da lui"; carabinieri e appuntati che sanno i segreti di tutti, e chiudono gli occhi su certe infrazioni di poveri diavoli, e mettono pace nelle famiglie; e sono necessaria macchia di colore sui mercati e nelle feste per il santo patrono.
In quei loro uffici che hanno tutti la stessa aria, un sentore misto di coperte da campo, di galletta, di scartoffie, di inchiostro, di buffetterie, di lucido da scarpe, ci appaiono pacifici e sedentari guardiani dell'ordine pubblico, ma son sempre in allarme, gli può capitare sempre all'improvviso l'ordine di uscire, nel maltempo, nella notte, perché brucia una cascina, perché il fiume minaccia, perché un pazzo o un furioso minaccia una strage, perché è arrivato un fonogramma che segnala il fuggitivo dalle carceri. Sempre in servizio, sempre pronti; minimo ma necessario elemento della vita sociale quotidiana; che se dovessero scomparire improvvisamente da tutti i borghi e le campagne d'Italia e non si vedessero più in giro, la gente ne avrebbe un senso di smarrimento, il presentimento di una grande catastrofe. PAOLO MONELLI |










